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lun 20 ott, 2008

Assemblea pubblica su territorio aperto e fonti rinnovabili. Il dibattito.
IMPIANTI ENERGETICI ALIMENTATI A FONTI RINNOVABILI
Saletta comunale gremita per l’assemblea pubblica dedicata al territorio aperto

Ha suscitato molto interesse e un articolato dibattito l’assemblea pubblica sul territorio rurale e le fonti energetiche rinnovabili che si è tenuta a Venturina nell’ambito del percorso di partecipazione dei cittadini per la definizione del regolamento urbanistico. Gremita la saletta comunale “La Pira” dove la riunione si è protratta fino a mezzanotte.

L’introduzione al tema è stata curata dal geologo Paolo Nicoletti di Ambiente Italia sulle modalità di partecipazione e dall’architetto Paolo Danti del Comune di Campiglia per quanto riguarda i contenuti del Piano Strutturale che indicano le linee generali per la redazione del regolamento urbanistico, anche, quindi, in materia di territorio rurale o “territorio aperto”. Per quanto riguarda la variante normativa per l’insediamento di impianti energetici alimentati con fonti rinnovabili, adottata nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, Danti ha evidenziato l’assenza di una regolamentazione, dovuta alla novità dell’argomento, nella quale ci si trova tra il vigente Piano regolatore ed il Regolamento urbanistico in elaborazione; da qui la necessità di tutelare fin da subito le aree agricole di maggior pregio (vedi il caso di Casalappi dove, a fronte di una domanda d’impianto, l’Amministrazione comunale di Campiglia è contraria all’installazione).

L’architetto ha tracciato le varie distinzioni tra il tipo di impianti e le possibili collocazioni (Impianti fotovoltaici, impianti a biomasse, impianti eolici).

Nel dibattito l’anatomopatologo piombinese Cesare Gabrielleschi sottolinea che da tre anni a questa parte le malattie respiratorie in provincia di Livorno sono salite dal 20 al 25% e che quindi non sarebbe opportuna la localizzazione di impianti a biomasse su un territorio già pesantemente compromesso, si dice invece d’accordo sull’eolico e sul fotovoltaico.

Un cittadino residente a Cafaggio richiama l’esperienza della Spagna e sostiene che vanno agevolati da parte degli enti pubblici soprattutto i piccoli impianti eolici e fotovoltaici.

L’architetto Alberto Primi ha chiesto chiarimenti sulla filiera corta e sulle opportunità concrete di poter realizzare una centrale a biomasse in Val di Cornia, cosa che a lui, stanti i criteri dati, sembra impraticabile. Adriano Bruschi di Legambiente ritiene la discussione inutile dato che la variante è già stata adottata e che i termini per la presentazione di osservazione sono scaduti. L’architetto Danti a tale proposito precisa che essendo in mezzo ad un procedimento in itinere, potranno essere apportate delle modifiche nella redazione del regolamento urbanistico.

Il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli ha messo in rilievo che la variante “sulle fonti rinnovabili” è stata adottata con urgenza per poter sopperire alla carenza di normativa e che nell’ambito del Regolamento urbanistico saranno accolte le osservazioni e i suggerimenti che rafforzeranno l’obbiettivo di sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili compatibilmente con le esigenze di tutela e gli strumenti di governo per la sostenibilità dello sviluppo. Marino Geri, vicepresidente della Cia provinciale, critico sul termine territorio aperto, dato che è invece occupato dalle attività agricole, ha detto che il mondo dell’agricoltura guarda con favore alle energie rinnovabili e in particolare sostiene la filiera corta, meglio se, laddove è possibile, “cortissima”, ovvero si esauriscano nell’ambito di uno spazio territoriale ridotto tutte le funzioni che portano dalla produzione al consumo. Ilio Benifei consigliere piombinese SD, apprezzando la discussione, sostiene che tutte le fonti rinnovabili contribuiscono alla causa ambientale e quindi gli strumenti urbanistici ne devono tenere conto. Il sindaco di Campiglia Silvia Velo anche in risposta ad alcune questioni sollevate ricorda il percorso fatto per giungere alla variante e le varie competenze, dalla legge statale del passato governo Berlusconi che ha previsto e incentivato l’impianto senza alcuna regola alle norme di cui regioni, province e comuni (Campiglia è stato il primo) devono dotarsi. Silvia Velo ha aggiunto che vale la pena approfondire il tema delle fonti rinnovabili e trovare un equilibrio tra gli obiettivi per contenere l’inquinamento atmosferico e le spinte economiche, distinguendo tra le varie fonti e i relativi valori ambientali.

Massimo Zucconi, dirigente del settore ambiente del comune di Piombino ha apprezzato l’impostazione data dal Piano strutturale al territorio aperto rilevando nei fatti però, a suo parere, alcune contraddizioni.

L’architetto Antonio Carmilla ha invitato a portare il dibattito più tra la gente per innalzare il livello di partecipazione.

Gianfranco Benedettini ha sollevato il problema della realizzazione delle serre prospettata insieme alla centrale e biomasse di Casalappi. Le procedure autorizzative sono diverse, come ha spiegato l’architetto Grassi dirigente dell’assetto del territorio a Campiglia e in via teorica potrebbero essere costruite, ma è improbabile che questo progetto decolli in mancanza della possibilità di realizzare la centrale a biomasse. Infine Bruschi di legambiente ha invitato a vigilare affinché il Regolamento Urbanistico sia uno strumento per impedire la speculazione in Val di Cornia.





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