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Venturina Terme

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Festeggiamo insieme VENTURINA TERME!

Dalle 18.00 con Caldarroste, Vin brulé e Bruschetta

invito a Benvenuta Venturina Terme, 1 gennaio 2014 ore 18 ai laghetti di Tufaia-Caldana,

 

il logo degli operatori del parco termale di venturina

 

 

Il lago del Molino al tramonto

 Nella Foto: Il Lago del Molino formato dal torrente fossa Fossa Calda ed emissario del Calidario, l'antico Bottaccio.

"VENTURINA" DIVENTA "VENTURINA TERME"Dal 1 gennaio 2014 la nuova denominazione

Dal 1 gennaio 2014 Venturina si chiamerà Venturina Terme. Lo ha deciso il consiglio comunale concretizzando l’intenzione espressa dal sindaco nel suo programma di mandato. L’idea era nell’aria da tempo, perché le terme a Venturina hanno una storia lunga, ma i tempi sono stati maturi solo oggi: gli investimenti dell’amministrazione comunale e degli imprenditori privati nel parco termale che sta crescendo, hanno infatti acquistato importanza e consolidato un’offerta termale di qualità, inserita in un territorio dove mare, cultura, parchi archeologici, borghi medievali, enogastronomia sono caleidoscopio tutto da vivere.
La decisione del consiglio comunale è stata supportata da centinaia di firme raccolte tra i cittadini in poco più di un mese.
Venturina Terme è una moderna cittadina, la frazione più grande del comune di Campiglia M.ma, ha vari stabilimenti termali dove è possibile godere di percorsi curativi, di benessere, ludici e sportivi.

La storia recente dello sfruttamento termale delle acque calde di Venturina affonda le sue radici indietro di oltre un secolo. Nella prima metà dell’800 si documenta l’esistenza di un primo stabilimento termale, ma già nell’antichità queste acque dovevano essere conosciute e sfruttate, così come si riscontra in autorevole letteratura sul tema. Al 1884 risale il primo manifesto che può definirsi pubblicitario delle terme, che recita: “Bagni termali Caterina – già Bagni Caldana – proprietario Danielli – Distanti 3 chilometri dalla stazione ferroviaria di Campiglia M.ma – Provincia di Pisa”, seguono informazioni sul funzionamento e sulle caratteristiche delle acque inclusa temperatura e portata oltre all’informazione che a breve sarebbe stata aperta una locanda. Da allora l’attività termale, di benessere e ludica legata all’uso delle sorgenti calde si è ingrandita ed ha ampliato i propri orizzonti ed oggi “chiamarsi” Venturina Terme significa avere maggiore visibilità facendo parte di una rete delle città termali ed essere più facilmente ritracciabili nelle ricerche sul web. Il sindaco sottolinea che gli investimenti pubblici che si sono succeduti negli anni, così come i progetti che vedranno la luce nei prossimi mesi, proseguiranno nella qualificazione di un’area non solo frequentata da turisti e fruitori dei servizi termali, ma da tanti cittadini che quotidianamente scelgono questa zona per trascorrere il loro tempo libero; un tratto d’identità che trova coerenza nella denominazione di Venturina Terme.
 


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Venturina e le risorse termali

Gli etruschi sembrano essere stati i primi sfruttare gli effetti terapeutici delle acque di Caldana. Probabilmente le sorgenti alimentarono le antiche Aquae Populoniae [Terme di Populonia]. Nel Medioevo continuarono ad essere utilizzate, sebbene le strutture avessero perso l'antica efficienza.


Scrisse Emanuele Repetti nella prima metà del XIX secolo  a proposito delle acque di Caldana: «Sono copiosissime e perenni sorgenti di acque limpide e costantemente calde, le quali scaturiscono dai lembi, e dal fondo di una grandiosa vasca alla base meridionale del poggio di Campiglia... Il loro emissario mette in moto varie macine da molini, ed ha servito per molto tempo a una abbandonata fucina per lavorare il ferro dell'isola d'Elba», collegando le acque, che i Maremmani utilizzavano per curarsi piaghe o dolori artritici, anche alla vocazione siderurgica della zona. Campiglia, infatti, fu legata alla raffinazione e alla lavorazione del ferro almeno fino alla fine del Settecento quando, a causa dell'impoverimento dei boschi e della conseguente scarsità di legname, furono chiusi gli impianti.
Al 1883 risale la costruzione del primo moderno stabilimento termale, detto "Bagni Caterina" (oggi Hotel terme di Caldana). dagli anni 2000 le terme che a lungo si sono chiamate "Terme di Caldana" hanno assunto la denominazione di  Terme di Venturina, dotate di una moderna struttura con la possibilità di effettuare bagni, massaggi, fangoterapia, cure inalatorie e cure idropiniche.

  Il Calidario è un altra vivace realtà dove il termalismo è sfruttato per il relax ed il benessere psicofisico. Il centro si è sviluppato attorno alle sorgenti che formano un laghetto naturale un tempo denominato Bottaccio, suggestiva piscina d'acqua calda che In passato forniva energia per i macchinari di una ferriera e, in seguito, per quelli di una cartiera.


 



Le Terme di Venturina hanno una storia millenaria

La sorgente "Cratere" è stata utilizzata in ogni epoca a scopo terapeutico. Nel periodo etrusco se ne servirono gli abitanti della città di Populonia. Furono i romani ad apprezzare maggiormente le proprietà curative di quest'acqua. Come molte fonti storiche testimoniano, a quel tempo risale la costruzione di un edificio termale in marmo, le Aquae Populoniae (Terme di Populonia) intorno alla sorgente "Cratere". Con il Medioevo le antiche strutture caddero in rovina, ma le acque continuarono ad essere sfruttate. Pian piano la sorgente "Cratere" cominciò ad essere associata al paese di Campiglia Marittima (in molti documenti compare con il nome di "Bagno di Campiglia" o soltanto "Bagno Caldo") dato che molti erano i campigliesi che scendevano a bagnarsi liberamente in quelle acque. la costruzione di un primo stabilimento termale moderno risale al 1883 ("Bagni Caterina"). (da Guida delle terme di Venturina, di Gianluca Camerini. 2003)

 


Il Parco termale

Il Parco Termale è stato oggetto di scelte urbanistiche e investimenti pubblici per strutturare un importante polo dedicato al termalismo e alle funzioni legate al benessere. Il Parco Termale malgrado un rallentamento dovuto alla crisi economica in atto rappresenta un obiettivo fondamentale e punta sulla vocazione turistica di Venturina, sulla quale l'amministrazione comunale rivolge le attenzioni e le capacità di spesa in progettualità ed investimenti.
La giusta intuizione di legare il nome di Venturina alla sua vocazione termale è una carta tutta da giocare e da sostenere e a  questo obiettivo l'amministrazione lega anche l’utilizzo del parco lacustre di Molino di Fondo, noto anche come "Parco dei Laghetti"
"Una ristrutturazione degli spazi con un progetto opportuno possono farne l'area verde immagine di Venturina - sostiene il sindaco di Campiglia -  che pone in relazione, sul filo dell’acqua termale, il laghetti, le terme, il Calidario... Un’area di ritrovo e di socializzazione frutto di un nuovo orientamento etico che pone al centro l’uomo e l’ambiente. Questo nuovo “centro” avrà la caratteristica di essere diverso da quelli conosciuti e più simile a quello dei centri termali, che sono giocati appunto sull’acqua e sul verde, collegato al centro urbano con piste ciclabili che si prolunghino verso il mare".

 


1° Convegno sul Termalismo dal titolo “Verso una nuova stagione del turismo” 21 giugno 2012

invito al primo convegno sul termalismo

Terme e turismo: un binomio da potenziare
(Articolo di Luciana Grandi)

Crta della Bandita nel XVII secolo

Un po' di storia delle acque termali di Venturina

(Excursus storico a cura di Gianfranco Benedettini)

 


Il toponimo di Caldana nella Sala delle Carte geografiche dei Musei Vaticani

Vai al sito dei Musei Vaticani - Approfiondimenti sulla Sala delle Carte Geografiche con testi e video di Antonio Paolucci

Nella foto si evidenzia la palude di caldana e il torrente Fopssa Calda che arriva da Campiglia

Scarica l'immagine nel formato originale

 


 

 

Cenni bibliografici:

G. Camerini, Terme Valle del Sole: Le acque, la storia, le cure, i dintorni, Venturina, 2003

G. Santi, Viaggio terzo per le due Provincie Senesi, Pisa, per Raniero Prosperi stamp., 1806, pp. 62-65.

E. Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze, coi tipi di A. Tofani, 1833, vol. 1, p. 391.

G. Giuli, Idrologia medica delle Maremme toscane, Siena, presso O. Porri, 1834.

E. Rosetti, L. Valenti, Terme e sorgenti di Toscana note, meno note, sconosciute. Guida alle acque termali della Toscana e ai fenomeni termali secondari con indicazione sui percorsi di trekking, Firenze, Le Lettere, 1997, pp. 95-96.

 

 


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