2 giugno 2020 – Festa della Repubblica
Celebrazione ore 10.00, Ztl Via Indipendenza, Venturina Terme
Saluto della sindaca Alberta Ticciati
In questa giornata, a differenza del solito, non ci sarà la classica parata lungo i Fori Imperiali, non ci sarà la presenza dei tanti Sindaci e delle Autorità che ogni anno hanno partecipato alla cerimonia nella capitale, ma oggi più che mai, in mezzo alla pandemia, alla difficoltà economica e sociale, è necessario celebrare la Repubblica Italiana con l’impegno e la convinzione dei suoi valori.
Quel referendum del 1946 dette per la prima volta voce alle donne, la prima votazione a suffragio universale che decretò la nascita della Repubblica a discapito della Monarchia. Dopo due anni, nel 1948, sarebbe nata la Costituzione, la nostra guida, la ricetta ispirata alla pace, all’uguaglianza, all’equilibrio tra diritti e doveri, alla solidarietà, per la costruzione di un Paese fondato sul lavoro.
Ognuno di noi, oggi, con la propria responsabilità e in piena coscienza è chiamato a confermare quegli stessi valori rappresentati dalla nostra Repubblica e sanciti dalla nostra Carta costituzionale: democrazia e libertà, fari imprescindibili soprattutto nei momenti più bui.
Questa celebrazione oggi, purtroppo segnata dai tanti volti che hanno pagato con la vita questa drammatica “guerra” che stiamo combattendo, rappresentata dal Presidente Sergio Mattarella a Codogno, luogo simbolo della ferocia della pandemia, deve darci ancora più la forza e la convinzione di ambire a sentimenti e comportamenti che tendano alla solidarietà, alla condivisione, ad un nuovo umanesimo che ci consenta di costruire con speranza un futuro migliore soprattutto per i più giovani.
E ahimè sembra non essere dello stesso avviso il centro destra che oggi macchia responsabilmente questa giornata così importante con una manifestazione contro il Governo.
La condizione che viviamo ormai da qualche mese possa stimolare in noi l’attenzione e il rispetto reciproco nella libertà e nella legalità, per poter consentire alla nostra società civile di avanzare verso il progresso, attraverso quel dinamismo che contraddistingue ormai il nostro vivere, ma consapevoli di quelli che sono i valori fondanti, universali, inderogabili.
Grazie a quella scelta fatta con il Referendum del ‘46 si è costruita la società che noi oggi conosciamo, grazie alla Resistenza e alla lotta contro ogni forma di oppressione, dei molti che hanno perso per questo la loro vita, il nostro Paese ha potuto cogliere questa opportunità: scegliere di essere una repubblica che ci consente di vivere in un paese di garanzie dove lo Stato, se pure con tutti i limiti e le contraddizioni, resta un presidio imprescindibile. Su questo si è fondata la nostra battaglia nella pandemia, non senza criticità, non senza incoerenze, ma con alcune, appunto, garanzie che si sono rivelate essenziali.
In questa giornata un pensiero agli operatori sanitari, ai medici, alla rete di assistenza territoriale, alle associazioni, alle forze dell’ordine, un vero e proprio esercito che con resistenza e resilienza oggi ci consente di nuovo, di essere qui a guardarci negli occhi, sebbene la battaglia contro il virus non sia stata ancora vinta.
Da qui ripartiamo e impariamo. Niente va dato per scontato, dalle cose più piccole a quelle più fondanti, niente va considerato come conquistato e assodato.
La celebrazione e la memoria della storia, come la giornata di oggi non solo ci aiuta a non dimenticare, ma è fondamentale per comprendere il presente e continuare a investire nel futuro, nella crescita e nel progresso.
In questo periodo difficile, a tratti buio, non dimentichiamo che la strada è stata già tracciata, nel 1948, spetta soltanto a noi mettersi in cammino, far propri e interpretare quei valori e quei principi ancora così attuali.
Quindi oggi ancora una volta, se possibile con più convinzione W la Repubblica, e buon 2 giugno!