Il 150° tra storia e commozione

Dettagli della notizia

Data:

17 Marzo 11

Tempo di lettura:

4 minuti e 4 secondi

A Campiglia e a Venturina tanta partecipazione per il 150° dell’Unità d’Italia
Le bande eseguono l'inno nazionale alla presenza delle autorità cittadine e del pubblico, bandiere e coriandoli tricoloreLa celebrazione del 150° a Venturina, il sindaco intona l'inno di Mamelila  celebrazione del 150° al teatro dei concordi di campiglia, benedettini parla alla presenza del sindacoUn momento del consiglio comunale del 14 marzo, dedicato al 150° dlel'Unità d'Italia
Una folla commossa di “fratelli d’Italia” ha partecipato questa mattina alle celebrazioni prima a Campiglia e poi a Venturina, per il 150° dell’Unità d’Italia. A causa della pioggia che ha cominciato a cadere più copiosa a Campiglia alle 10.00, proprio all’inizio della manifestazione che doveva partire da piazza Gallistru, il programma si è svolto nella cornice, sicuramente non riduttiva, del teatro dei Concordi. A Venturina è stato invece possibile sfilare in corteo per le vie del centro in mezzo ai coriandoli tricolore gettati dai cittadini affacciati alle finestre, per concludere nell’ampia Sala della Musica che è stata letteralmente riempita dal pubblico. Commozione e partecipazione sulle note dell’inno di Mameli eseguito insieme dalle bande cittadine Mascagni di Venturina e Rossini di Campiglia e cantato dalla gente. Mano sul cuore e occhi lucidi. Anche chi è arrivato per trascorrere il ponte di vacanza si è unito alla festa alla quale il sindaco Rossana Soffritti ha voluto dare un’impronta che non trascura la riflessione storica. Prezioso supporto per questo aspetto (come nel consiglio comunale aperto è avvenuto con le relazioni sul Risorgimento dei prof. Pini e Giannotti) è stato garantito dallo storico Gianfranco Benedettini che ha dedicato i suoi più recenti studi ai personaggi del primo e del secondo Risorgimento, la Resistenza, e a cominciare dal ricordo del diciottenne campigliese Francesco Barzacchini che cadde nella battaglia di Curtatone e Montanara, fino ad arrivare alla giovinetta Nerina Del Fa, straziata dai tedeschi in ritirata nella zona di Rimigliano nei giorni della Resistenza, ha fatto capire l’importanza del contributo che questo territorio ha dato all’Italia unita e libera. Benedettini ha parlato anche della modernità della figura di Giobatta Maruzzi, Gonfaloniere (l’equivalente dell’attuale sindaco) a Campiglia, il quale chiedeva nel 1850, la ferrovia Pisa a Grosseto con una stazione, l’attuale Campiglia (che si chiamò stazione di Cornia), la bonifica dei terreni paludosi e malsani e l’indipendenza dallo straniero granduca Leopoldo II.
Il sindaco e gli assessori Barbara Del Seppia e Jacopo Bertocchi hanno letto alcuni brani dei discorsi pronunciati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nelle varie occasioni fino ad ora svoltesi per il 150°. Il sindaco ha poi concluso sottolineando che lo spirito dell’unità va ricercato nelle figure del risorgimento come in quelle della resistenza, e anche nell’essere il paese dell’arte e della cultura, il paese che ha combattuto e sconfitto il terrorismo, il paese della mafia, ma anche il paese dell’antimafia e di tutti i cittadini che danno più forte il segno della legalità, del fare bene, della dignità, della solidarietà. Infine il sindaco Soffritti ha ricordato le parole, definite piene di lungimiranza e profondità, di papa Giovanni XXIII che esortano a guardare a ciò che unisce e non ciò che divide. L’ultimo pensiero, non per importanza, è stato l’apprezzamento che fece il presidente Sandro Pertini per il popolo italiano: un popolo generoso che si è sempre sentito fratello di tutti.

Consiglio comunale sull’Unità d’Italia: occasione ricca di riflessione e conoscenza storica
Un’occasione che ha soddisfatto tutti i partecipanti quella che ha riunito nella sala consiliare di Campiglia il consiglio in seduta aperta e un pubblico variegato e interessato ai temi storici del risorgimento che hanno portato all’unificazione dell’Italia. L’iniziativa, in una Campiglia addobbata da striscioni di bandierine tricolore, si è aperta con l’inno di Mameli eseguito da un gruppo di musicisti della Filarmonica Mascagni di Venturina. I professori Vinicio Giannotti e Giovanni Pini hanno tenuto due comunicazioni tra loro complementari trattando rispettivamente il contesto e gli eventi che hanno condotto all’Unità d’Italia e il quadro problematico di quel processo del quale alcune questioni rimangono ancor oggi parzialmente da risolvere. Due interventi distanti dalla celebrazione retorica e, seppure nel tempo ristretto a disposizione, ricchi di informazioni e di riflessioni, così da essere utili a consolid are un senso di appartenenza all’Italia che prima di tutto deve avere la consapevolezza di collocare nella giusta prospettiva azioni e caratteristiche socio culturali nel loro divenire storico. Numerosi e appassionati gli interventi dei consiglieri e del pubblico che hanno spaziato, tanto per fare alcuni esempi, dalla relazione tra la storia istituzionale la storia locale, dal rapporto tra le scelte dell’Italia unita e l’economia nazionale con i riflessi sull’economia locale, dallo spirito di nazione risorgimentale al nostro riconoscerci nel patto sancito dalla carta costituzionale.
 

Il file allegato contiene l'album fotografico delle giornate del 14 e del 17 marzo