Vite parallele: la disabilità nella normalità. Un convegno a Venturina

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Data:

08 Ottobre 10

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Sabato 16 Ottobre 2010 alle 9.00 alla Saletta Comunale “La Pira” in Largo della Fiera a Venturina si svolgerà un convegno dal titolo “Vite parallele – la Disabilità nella Normalità”, sui temi della Valorizzazione delle persone con disabilità e dell’Inclusione sociale e scolastica. Si parlerà degli aspetti pedagogici e culturali legati a questi argomenti. L’iniziativa è promossa dall’associazione in Viaggio con Noi ed è patrocinata dal comune di Campiglia. Alle 9.00 l’iniziativa si aprità con il saluto del sindaco di Campiglia Rossana Soffritti, del presidente della Società della salute Anna Tempestini e del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Livorno. Relatori il Prof. Andrea Mannucci, docente della facoltà di Scienze della Formazione all’Università di Firenze e la Prof.ssa Raffaella Biagioli, docente della stessa facoltà e dirigente dell’istituto comprensivo Marconi di Venturina. Nel corso dell'evento saranno proiettati i video “L'immagine a colori: Scambio di abilità” a cura del Centro Nazionale per il Volontariato e “Blackout” con l’attore Enzo De Caro.
Scopo dell'evento e' quello di cercare di dare risposta a una lunga serie di quesiti: Il progetto di vita di una persona in condizioni di disabilità psico-fisica può tendere ad essere uguale a quello di un suo coetaneo in ottime condizioni di salute fisica e mentale? L'essere “diversi” quanto condiziona le opportunità di studio, tempo libero, lavoro, in una società competitiva e individualista come quella in cui viviamo?
Quali buone prassi dovrebbero seguire le Agenzie Educative e Sociali per consentire una piena inclusione sociale e dare pari opportunità e pari diritto di scelta a chi ha bisogno di un sostegno per colmare il suo divario psico-fisico rispetto ad un suo coetaneo?
Le Vite Parallele esistono o sono solo utopie? E' una domanda inquietante soprattutto in presenza di una tendenza sempre più indirizzata a relegare in luoghi speciali coloro che hanno comportamenti non conformi allo standard, che non sono efficienti, che non “producono”. Luoghi realizzati indubbiamente al fine di dare risposte a quelle famiglie che da sole non riescono a reggere il peso di una persona parzialmente o completamente autosufficiente, ma che generano un divario a volte incolmabile con i progetti di vita dei loro coetanei, che conducono troppo spesso a binari morti. E se anche nella scuola, luogo d'integrazione per eccellenza in Italia, si dovesse palesare il ritorno a classi differenziate come qualche sindaco zelante ha auspicato? Ci si chiede come invertire questa tendenza, come disinnescare la mentalità dei più ad identificare, categorizzare e perciò emarginare coloro che per un evento fortuito fin dalla nascita o nel corso della loro vita non hanno tutte le “abilità” che rientrano nello standard. Ci auguriamo che i relatori, affermano gli organizzatori, abbiano delle risposte a questi quesiti che tante famiglie pongono sempre più frequentemente.