Adottato il regolamento urbanistico d'area

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12 Maggio 10

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Continuità e innovazione nella gestione del territorio
Il consiglio comunale di Campiglia ha adottato il primo regolamento urbanistico nella sua storia pianificatoria, condivisa con quella degli altri comuni della Val di Cornia. Il sindaco Rossana Soffritti ha aperto la seduta sottolineando il momento importante per l’urbanistica del territorio della Val di Cornia e della regione perché quella della pianificazione unica è un’esperienza rara e molto costruttiva. Soffritti ha ricordato che l’elaborazione del RU si è avvalsa di un processo partecipativo che ha visto lo svolgimento di 15 incontri pubblici tematici. “Credo che questo RU abbia come caratteristica la qualità e che essendo un tema cardine della politica e dell’amministrazione, dimostri che nel nostro comprensorio esiste una maturità politica e amministrativa tale che hanno consentito di raggiungere questo risultato”.
Il sindaco ha poi ringraziato il consulente scientifico del Regolamento Urbanistico, l’architetto Silvia Viviani, alla quale ha passato la parola, e tutto l’ufficio di piano che ha lavorato a questo fondamentale strumento di governo del territorio. Tempi non brevissimi, ha spiegato l’arch. Viviani, dovuti anche al fatto che il regolamento urbanistico è uno strumento ancor più complesso di quello che ci si attendeva – da sottolineare che è uno dei primi redatti e il primo regolamento urbanistico unico d’area della Regione – e che è stato dotato di una cartografia completamente aggiornata oltre che basarsi su un quadro conoscitivo ricchissimo che considera palmo a palmo tutto il territorio comunale. Nella redazione del RU che fa riferimento al piano strutturale - strumento generale di pianificazione con validità illimitata e anche questo unico per il comprensorio - si è tenuto conto della pianificazione passata, anche questa in grande misura caratterizzata dalla sovracomunalità, cercando non “cambiare tanto per cambiare” ha letteralmente detto l’arch. Viviani, ma di intervenire con decisione laddove era necessario mettere dei punti fermi, come ad esempio nelle campagne, definite nel RU come territorio aperto: il nuovo regolamento urbanistico volta pagina nei piani di recupero, per esempio rispetto agli annessi agricoli si recupereranno solo gli edifici con un valore storico testimoniale riconosciuto e non strutture posticce in lamiera o manufatti simili il cui destino sarebbe quello della demolizione per costruire ex novo dei “falsi storici” o come si chiamano in gergo delle strutture “vernacolari”. Inoltre per quanto riguarda i frazionamenti si indica una superficie minima per le singole unità abitative al fine di tutelare il potenziale residenziale stabile ed evitare il fenomeno delle seconde case che, insieme alla scelta della tipologia alberghiera, costituisce un indirizzo importante nel regolamentare il rapporto tra attività turistica e consumo di territorio. Tenendo conto delle caratteristiche e dell’evoluzione che si può sviluppare in agricoltura, soprattutto nel settore vitivinicolo, il RU si astiene dalle prescrizioni per la realizzazione di strutture che saranno valutate di volta in volta e prevede la possibilità di progetti architettonici d’architettura contemporanea soggetti anch’essi alla valutazione dell’amministrazione comunale.
Tra le parti più rivoluzionarie una norma introdotta nella legislazione urbanistica regionale e considerata estremamente importante per eliminare la sperequazione tra interventi pubblici e privati: fino al 1980 le aree espropriate dall’ente pubblico sulle quali entro un certo termine non si realizzavano le opere previste decadevano, mentre rimanevano validi a tempo indeterminato i progetti privati, oggi invece anche per il soggetto privato il diritto alla realizzazione dell’intervento decade se non si attua nei cinque anni di validità del RU.
Altra novità che raggiunge il doppio obiettivo di non creare quartieri urbani eccessivamente connotati e quello di sorreggere la politica abitativa dei comuni sempre in maggiore sofferenza finanziaria. Nel RU le più sostanziali trasformazioni urbanistiche dovrnno prevedere una quota di Edilizia residenziale sociale, che in parole semplici può essere considerata l’evoluzione dei Peep (piani edilizia economica e pubblica che ad ogni modo rimangono); relativamente alle quote, come ha detto l’arch. Viviani, viene in aiuto un articolo della Finanziaria 2008 che stabilisce gli standard di edilizia residenziale sociale.
Grande rilievo nel R.U. hanno le regole per la tutela ambientale, paesaggistica e dei beni artistici e culturali, qui niente è lasciato al caso dal particolare dei centri storici alla protezione idrogeologica del territorio: un corpus molto complesso che nasce dall’approfondita conoscenza del territorio e dall’acquisizione della consapevolezza dei suoi caratteri. E anche per gli insediamenti più recenti si sono introdotte norme che tutelino lo spirito della progettazione iniziale.
Attenzione particolare all’insediamento di impianti per la produzione di fonti energetiche rinnovabili: piccolo è bello, e gli impianti “mini” per l’autoconsumo sono ammessi quasi ovunque, ma anche grandi impianti in localizzazioni stabilite, e per gli impianti a biomasse e biogas la regolamentazione è più complessa con l’obbligo di essere caratterizzati da un ciclo energetico a filiera corta.
Il sindaco e l’architetto Viviani hanno concordato sul fatto che quello delle fonti rinnovabili è un ‘treno’ passato all’improvviso e verso il quale è necessario fare alcuni distinguo perchè la competenza sulla localizzazione non deve passare sopra la testa dei comuni; in questo senso il comune di Campiglia fu il primo a muoversi adottando una variante normativa. “Avere una pianificazione unica – ha commentato il sindaco - ci ha aiutato nell’individuazione dei luoghi migliori per gli insediamenti. Se come spero in Val di Cornia si avranno impianti per l’energia pulita, saranno le amministrazioni comunali a scegliere come e dove”.
Uno sguardo ai centri urbani
Interventi minimi a Campiglia che per mantenere il proprio valore prevede sono 20 alloggi nella zona nuova del paese, un piccolo centro artigianale a ridosso dell’area già presente vicino al campo sportivo, un incremento di posti letto tramite la tipologia dell’albergo diffuso e un albergo tramite selezione pubblica da 50 posti letto. Per il resto la forza del capoluogo sta nella conservazione e nel miglioramento della qualità urbana.
Per Venturina che è considerata l’insediamento urbano con ruolo baricentrico rispetto al circondario si può ancora pensare ad uno sviluppo di insediamento urbano complesso ma la priorità d’attuazione è certamente data agli interventi previsti sulle aree critiche che potranno essere realizzati con il sistema delle perequazioni e delle compensazioni: alcune delle aree interessate sono Italian Food e Cmc in via Cerrini, porta Nord area Comer e laghetti, Consorzio Agrario, Scuole Marconi, Porta Sud area Conad e dintorni.