Il consiglio comunale unanime sul no al rigassificatore

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMPIGLIA UNITO CONTRO IL RIGASSIFICATORE

Si pensi a un grande progetto sulle energie rinnovabili che coinvolga l’intera Val di Cornia

Nella sua scorsa seduta il Consiglio comunale di Campiglia Marittima ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sul rigassificatore di Piombino. Una posizione di contrarietà che è stata motivata in modo articolato e che propone poi di pensare a grande progetto sulle energie rinnovabili che coinvolga l’intera Val di Cornia. Il documento parte dalla premessa che il Governo ha deciso di installare un impianto di rigassificazione nel porto di Piombino senza coinvolgere né la comunità locale né le istituzioni e associazioni e che il confronto con le Istituzioni locali, in quei pochi incontri, non è servito a discutere riguardo la realizzazione dell’impianto a Piombino quanto l’ammontare di eventuali misure compensative e le modalità spicciole di inserimento dell’intervento; si scrive poi che il Comune di Piombino, in seguito alla decennale crisi industriale del settore siderurgico che ha determinato lo spegnimento dell’altoforno nel 2014 con conseguente fine dell’area a caldo, è individuato, insieme al territorio limitrofo, come area di crisi industriale complessa e che nella piana retroportuale rimangono vastissime aree da bonificare nonostante ben 900 ettari sulla terraferma e 2000 ettari di specchio acqueo ricadano nel SIN per le bonifiche; si aggiunge a cià il fatto che l’intero territorio della Val di Cornia risente della crisi piombinese le cui aree produttive offrivano lavoro ad un’area ben più vasta. Il documento prosegue considerando che la Val di Cornia si sta impegnando per ricostruire l'economia locale partendo dalla valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche, per garantire lavoro futuro affiancandolo alle ancora presenti attività produttive e , inoltre che il Comune di Campiglia Marittima, come tutti gli altri limitrofi, ha necessità evolutive che si basino sul turismo. In questo quadro, sostengono i gruppi consiliari di Campiglia, decisioni invasive come quella del rigassificatore avranno ricadute pesanti su tutto il territorio, e la sua installazione in porto a Piombino ha provocato una forte reazione dell’opinione pubblica, coinvolgendo ogni sensibilità in maniera univoca. Proseguendo nell'argomentazione il consiglio comunale ritiene che

la quantità di denaro pubblico impiegato nell’ampliamento del porto di Piombino, avente come obiettivo quello di garantire lo sviluppo delle aziende operanti nel settore logistico e manifatturiero sarebbe del tutto vanificata dalla realizzazione del rigassificatore e che pertanto si deve privilegiare, per le necessità e le prospettive del territorio, un grande progetto finalizzato alle energie rinnovabili nelle aree del SIN di Piombino da bonificare collegate a realizzazioni possibili anche nei comuni limitrofi. “La collocazione nel porto o nel golfo di Piombino – sostengono i gruppi in modo unanime - comporta l’installazione di un elemento di grande impatto ambientale nel santuario dei cetacei, in un golfo di grande rilevanza turistica in cui negli anni si è sviluppata in maniera incisiva l’itticoltura di qualità; i territori limitrofi sono influenzati in modo diretto e indiretto da simili trasformazioni territoriali ed i Sindaci dei comuni della Val di Cornia e di Follonica hanno espresso la loro contrarietà all’opera in progetto; il Consiglio comunale dichiara la propria contrarietà all’ipotesi di collocazione del rigassificatore a Piombino e si esprime a favore della realizzazione di un grande progetto basato sulle energie rinnovabili che coinvolga l’intera Val di Cornia”. Il documento ha avito il voto unanime del consiglio composto dai gruppi: Gruppo 2019, gruppo Marconi sindaco, Psi, Lega, Luca Nesti, Campiglia Comune.