LA CELEBRAZIONE ISTITUZIONALE A CAMPIGLIA MARITTIMA E VENTURINA TERME
Un 25 aprile molto sentito e partecipato per contrastare il revisionismo storico
Una celebrazione molto partecipata sia a Campiglia Marittima sia a Venturina Terme, le note dell’inno d’Italia, del Silenzio e di Bella ciao intonate dalla Filarmonica Mascagni, la conclusione con un coro delle socie e dei soci Auser che hanno proseguito Bella ciao sull’incipit della banda, le parole della sindaca e dei rappresentanti dell’Anpi, tanti cittadini e associazioni, le autorità civili e militari rappresentanti i vari corpo della difesa. “Il 25 aprile 1945 segnò la fine della guerra e la riconquista dell’indipendenza e della libertà – ha detto la sindaca Alberta Ticciati – oggi, in questa fase storica è ancora più necessario e urgente ricordarlo e riaffermarlo con forza. Avvolti in un revisionismo storico pericoloso, abbiamo su di noi la responsabilità di non dare niente per scontato, di perseverare senza arretramenti nella continua difesa dei diritti e delle libertà conquistate, di attualizzare e rinnovare il concetto di di libertà calandolo nelle nostre realtà: libertà è in questo senso la riconquista della pace, della riaffermazione dell’universalità della sanità pubblica, l’eliminazione delle disuguaglianze sociali, economiche, religiose, etniche di genere, significa diritto al lavoro, alla vita e al futuro”.
L’Anpi è intervenuto quest’anno con una nuova giovane rappresentante, Federica Nocenti, che nel suo discorso ha sottolineato: “Oggi c’è qualcuno che, per far dimenticare la portata storica e intrinsecamente rivoluzionaria della Resistenza italiana, sfida la cultura antifascista a sostituire la parola Liberazione con la parola Libertà. Intendiamoci, senza la Liberazione non vi sarebbero state le fondamentali libertà democratiche, civili, sociali e politiche del nostro Paese. Questo è noto, a qualunque persona di buon senso. Ma non si usi questo abbinamento fonetico per far dimenticare il fatto che il 25 Aprile è Festa Nazionale, regolata da leggi nazionali e come tale va celebrata e rispettata. Giornata identificativa del nostro Paese. Giornata in cui abbiamo il compito di difendere la nostra Costituzione e il pensiero e la volontà dei nostri Costituenti di rifondare la convivenza politica e civile del Paese, con valori opposti a quelli del fascismo”.
A chiudere gli interventi in piazza Gallistru e al Parco della Memoria è stato lo storico Gianfranco Benedettini, anche lui iscritto all’Anpi, che ha invitato ad iscriversi all’associazione dei partigiani auspicando di poter costituire anche a Venturina una sezione autonoma. Benedettini ha tra l’altro ricordato i giorni della Liberazione sul nostro territorio, le figure di Alfredo Gallistru e Nerio Signorini, Michele Burattelli, Enos Cerrini e Elio Pietrelli, ha sottolineato l'importanza di tornare a costruire, ora che la pandemia si è alleggerita, un rapporto con le scuole e con i giovani per far loro conoscere cosa è stata la Resistenza, ha anche sottolineato come oggi, grazie alla democrazia, siano al governo del Paese persone le cui radici sono distanti da questi valori, ma che sono tenuti a rispettare e condividere il dettato della Costituzione. Gianfranco Benedettini ha ricordato il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza facendo notare come esse non abbiano avuto gli stessi riconoscimenti tributati ai compagni uomini, per una cultura ancora retrograda che faticava a vedere le donne in ruoli diversi dalla cura familiare.
Lungo il corteo si è fatta sosta sotto la targa di via della Resistenza dove Ado Grilli, in rappresentanza di Arci ha apposto un garofano rosso, simbolo di chi ha dato la vita nella lotta partigiana.
Nelle foto i vari miomenti della celebrazione