Intitolata a Luana Rovini la biblioteca comunale e nello stesso giorno inaugurato il melograno per la vita

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UN GRANDE ABBRACCIO CORALE A LUANA ROVINI IN OCCASIONE DELL’INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA
Il ricordo istituzionale, quello dei colleghi e degli amici. Poi l’inaugurazione del melograno della vita in memoria delle vittime delle migrazioni

   
Una cerimonia toccante quella dell’intitolazione della biblioteca comunale di Venturina Terme a Luana Rovini, giornalista prematuramente scomparsa nel 2009 a soli 47 anni. Così da oggi la Biblioteca avrà la doppia intitolazione “Renato Fucini – Luana Rovini” in un percorso ideale della cultura letteraria e di quella giornalistica e sociale a servizio della verità che Rovini ha incarnato con il suo modo di essere nella vita e nel lavoro. Alle 11 la figura di Luana è stata ricordata dalla sindaca Alberta Ticciati, dal collega Stefano Tamburini che lanciò l’idea dell’intitolazione e dall’amico Maurizio Acerbo, poi il ricordo ancor più commosso delle amiche venturinesi di Luana e della mamma Raffaella, presente in sala, Loredana e Laila.
Presenti oltre alle persone care e concittadini anche colleghi e colleghi, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.
La sindaca Alberta Ticciati ha ricordato come si è arrivati all’intitolazione: “Un auspicio e uno stimolo arrivati in occasione della presentazione del libro di Elena Maestrini Isole di Lu a Venturina nell’agosto del 2021, un evento che seppe metter in luce la figura della nostra concittadina, il suo spessore come giornalista e come persona, ed è proprio per i valori che lei ha raccontato, promosso e messo in pratica nell’aiutare gli altri con generosità, che abbiamo scelto questa stessa giornata per inaugurare l’albero della vita, il melograno in memoria delle vittime delle migrazioni, in largo Sbarretti”.
Stefano Tamburini ha ringraziato la Sindaca per aver mantenuto la promessa, l'impegno preso in occasione della presentazione del libro di Elena Maestrini “Isole di Lu” dedicato a lei. Un piccolo gesto lo ha definito Tamburini aggiungendo però che il mondo è fatto di piccoli gesti, magari con uno non si cambia il mondo ma si lascia un segno e per questo i gesti sono importanti, e un insieme di piccoli gesti, ha sottolineato, era Luana, era ciò che ne faceva non solo una brava giornalista, ma una persona onesta che riusciva ad essere professionale e umana.
Dice Tamburini: “Luana ha sempre lavorato con onestà, per amore della verità, ha concluso in anticipo la sua carriera purtroppo per ciò che è successo, ma con tanta esperienza e bravura non è mai stata premiata sul posto di lavoro, è rimasta redattrice ordinaria, forse perché era un personaggio scomodo, leale quanto imparziale. La presenza di tanta gente oggi di persone che hanno sentito il dovere di esserci, così come era stato al suo funerale. Questa intitolazione è un giusto riconoscimento personale e alla qualità dell’informazione che determina il grado della democrazia. C'è bisogno di ritrovare lo spirito del giornalismo di quei tempi, la verifica, il controllo dei fatti, Luana aveva un modo di agire e di fare che non aveva bisogno di essere diretta da un superiore, sapeva fare. Il complimento più grande che le si possa fare è quello che i suoi articoli sono onesti”.
 Tamburini e Rovini condivisero gli anni di lavoro al Centro di Pescara, nel cerchio delle amicizie caratterizzate dalla trasversalità c’era Maurizio Acerbo, oggi segretario di Rifondazione comunista e all’epoca consigliere comunale che ricorda: “Lei raccontava i fatti, ricercava la verità, faceva inchieste scomode e scopriva i problemi sociali così come le storie più interessanti da raccontare perché rappresentative delle realtà. Il suo era un giornalismo onesto, impegnato contro gli abusi del potere e la corruzione, sensibile alle questioni sociali e ambientali, antirazzista. In un momento di forti contestazioni per l’arrivo di profughi dalla guerra in Jugoslavia, lei andò a incontrare e soccorrere quelle persone restituendo loro umanità e chiedendo da parte delle istituzioni aiuto e accoglienza. Sapeva valorizzare le tante cose della nostra regione e della nostra città non note, lo faceva con amore, e con infinita generosità, dopo il lavoro al giornale, aiutava la stampa indipendente. È stata direttrice responsabile e fondatrice di Radio Città di Pescara e la sua casa si trasformava la sera in redazione, luogo d’incontro e di confronto. E’ stata la dimostrazione vivente che si può essere persone gioiose, andare contro i potenti, ma sempre con la serenità che le derivava dal sapere di essere nel giusto alla ricerca della verità. Questa intitolazione è importante  perché la nostra società sta tornando ad essere molto classista, torniamo indietro in tutto, e la biblioteca è il luogo delle opportunità, un presidio di democrazia e uguaglianza”.

Acerbo, Tamburini, la sindaca e la mamma di Luana Rovini vicino alla targa

La ceromonia con la saletta gremita di pubblico

Inaugurazion e  melograno per la vita migranti in largo sbarretti