UNA GIORNATA DEDICATA AL MANTENERE VIVA LA MEMORIA DEL COMUNE
Intitolata a Valentino Polidori la Sala dei Matrimoni e delle Unioni civili del Palazzo Pretorio e festeggiata la ricorrenza in musica.
Si sono tenute ieri le celebrazioni del 25 giugno, giorno in cui, 79 anni fa, Campiglia veniva liberata dal nazifascismo. È stata intitolata a Valentino Polidori la Sala dei Matrimoni e delle Unioni civili del Palazzo Pretorio e festeggiata la ricorrenza in musica, dopo cena, con I Musicanti di Maremma e Pietro Sabatini.
La sindaca Alberta Ticciati ha aperto l'iniziativa pomeridiana. "Non ho conosciuto di persona Polidori, ma attraverso gli amministratori che hanno lavorato con lui e attraverso i cittadini che lo hanno conosciuto ne ho compreso il valore, la tempra, e l'amore che nutriva per il nostro comune" . "Questa iniziativa - ha anche sottolineato la Sindaca - è parte di un percorso che questa amministrazione sta portando avanti con convinzione volto alla costruzione, condivisione e valorizzazione della memoria. È in questa scia che si inseriscono le intitolazioni che questo anno abbiamo fatto. Non abbiamo intitolato piazze o strade, ma abbiamo scelto dei luoghi significativi e prestigiosi, per onorare nostri concittadini e tramandare attraverso la memoria il loro messaggio e il loro operato, oltre che il loro essere uomini e donne della nostra comunità".
Gianfranco Benedettini in un articolato intervento tra ricordi personali e dati della storia del tempo ha ricordato: "Una figura che in quel preciso momento, era il 1975, fu il Sindaco, quarto e rappresentante ultimo di una generazione che ha vissuto durante il fascismo, infatti Valentino, anche se era piccolo, si imbevette di quel clima di cultura antifascista che si formò negli anni del dopoguerra. Il suo maestro fu Valentino Garosi, sindaco che succedette a Giuseppe Mussio, che riprese le redini del comune democratico il 26 giugno 1944. Il terzo sindaco fu Aldo Montomoli e il quarto, ed ultimo, fu Valentino Polidori, classe 1933, in carica dal 1975 al 1985, anni per i quali, specialmente, gli è dovuta l'intitolazione di questo luogo, che merita anche, però, per tutta una vita dedicata alla sua comunità". "Il suo capolavoro di Sindaco - ha aggiunto Benedettini - rimane il sostegno ai minatori nella lotta del 1976, lui entrò in punta di piedi, molti politici arrivavano a fare promesse che poi non mantenevano in parlamento, allora Polidori riuscì a farsi ricevere con le mogli dei minatori, che stavano occupando la miniera del Temperino, dal segretario del Pci Enrico Berlinguer". Infine Benedettini ha consigliato della lettura del libro scritto da Polidori nel 1995 come monito ai rischi del declino del suo paese ‘Campiglia muore... si può evitare’, cerca ndo di vederlo ovviamente nella luce di quel periodo.
Tra emozione e orgoglio filiale le parole di Valentina Polidori che, dopo i ringraziamenti alla Sindaca Ticciati e la soddisfazione espressa per la data scelta dall'Amministrazione ha detto: "Campiglia per babbo è stata uno dei grandi amori della sua vita, ricordo ancora bene gli anni in cui è stato Sindaco, con quanto amore ricopriva la sua carica, con una passione profonda per le istituzioni, la buona amministrazione, e attraverso le istituzioni il bene della comunità e delle persone", e aggiunge nuovi ringraziamenti a Benedettini amico di Valentino e a Lorenzo Banti, non solo il suo successore ma persona che gli è stata sempre vicina con stima e affetto. E anche da Lorenzo Banti giunge un ricordo del sindaco Polidori: "Mi sono avvicinato alla politica quando Valentino era un dirigente del Pci locale e ne sono stato vice negli ultimi anni del suo mandato di Sindaco. Con lui mi sono formato e ne ho apprezzato la passione e la determinazione con cui sosteneva le sue idee e interpretava il suo ruolo di rappresentante della comunità. E voglio ricordare anche che durante il suo mandato di Sindaco prese forma il Piano Regolatore che, coordinato con gli altri Comuni della Val di Cornia, impresse una svolta strategica alle politiche urbanistiche del territorio e fu la base sulla quale poggiò successivamente lo sviluppo del nostro comune.
Poteva capitare di non condividere alcune sue idee, ma non si poteva non riconoscere ed apprezzare l'onestà intellettuale del vigore con cui le sosteneva e, per chi lo conosceva di più, non era ignota la sua umanità nascosta dai modi bruschi e apparentemente burberi. Valentino Polidori amava profondamente Campiglia (e a lui si deve la ristrutturazione del bel Palazzo comunale nel cuore del centro storico); della sua difesa e della sua rinascita ne aveva fatto l'obiettivo prioritario del suo impegno. Il riconoscimento di Borgo tra i più belli d'Italia lo avrebbe reso orgoglioso e felice".