La sindaca Alberta Ticciati spiega le ragioni che hanno portato al voto contrario di Campiglia sulla ripartizione del contributo alla Parchi Val di Cornia da parte dei Comuni.
Nella ripartizione approvata non c'è nessun mutualismo. Il “concreto principio mutualistico” come definiscono i sindaci di Piombino, San Vincenzo e Suvereto il criterio deciso a maggioranza per la ripartizione del contributo alla Parchi Val di Cornia, altro non è altro che la fine di un modello che ha consentito di valorizzare e sviluppare i nostri parchi. Una società strumentale fondata su alcuni chiari e semplici principi, contenuti nella Convenzione del 2002: tutte le entrate generate nei parchi restano nel bilancio della società per garantire la sostenibilità dell’intero sistema, mentre, se necessario, i Comuni provvedono con contributi in proporzione al numero degli abitanti residenti. Così è stato per lunghi anni, consentendo alla società di crescere e di raggiungere nel 2007 l’equilibrio tra costi e ricavi. Un risultato che ha fatto di quella esperienza un punto di riferimento nazionale ed europeo. Un equilibrio purtroppo scardinato dalle decisioni improvvide che hanno sottratto dal bilancio dei parchi due fondamentali entrate:
- quella dei ticket dei parcheggi dei parchi della Sterpaia e di Baratti che dal 2011 vengono incamerati direttamente dal Comune di Piombino (si trattò di di 1,2 milioni di euro che oggi, in virtù di ulteriori aumenti tariffari deliberati autonomamente dal Comune, raggiungeranno 2,6 ml. di euro),
-quelle del parco di Rimigliano che il Comune di San Vincenzo decise di riprendere in gestione diretta nel 2020 dopo che la società Parchi aveva realizzato interventi ambientali e di recupero destinati a servizi che oggi rappresentano entrate rilevanti per le casse comunali.
Per compensare la sottrazione di quelle risorse nel 2012 venne deciso di istituire la tassa di soggiorno, particolarmente rilevante proprio nei Comuni di San Vincenzo e Piombino, ma dopo anni di discussioni inconcludenti nulla è stato fatto. Le entrate sottratte ai parchi e la tassa di soggiorno restano nelle casse di quei Comuni, mentre cresce il fabbisogno di contributi per la società Parchi che, per l’anno 2025, sono stati preventivati in 1.197.000 euro. Da anni chiedevamo di rivedere quelle decisioni e di tornare ai patti fondativi. Ci attendevamo una riflessione critica e invece nell’ultima assemblea dei soci, con il voto contrario di Campiglia e Sassetta, è stato approvato un criterio di ripartizione che è esattamente l’opposto del principio mutualistico basato sul numero degli abitanti residenti, richiamato anche nel patto parasociale tra Comuni. E’ stato in sostanza deciso che ogni Comune paghi la gestione del bene ricadente sul suo territorio. Con questi criteri le percentuali di contribuzione per il 2025 si ridurranno del 12% per Piombino, del 61% per San Vincenzo, mentre per Campiglia aumenteranno dell’88%. In valore assoluto il contributo richiesto a Campiglia passerà dai 131.000 euro del 2024 ai circa 360.000 del 2025. Di fatto i Comuni di Piombino e San Vincenzo che si sono appropriati delle entrate dei parchi (ai quali si è aggiunta anche la tassa di soggiorno, notoriamente molto più consistente di quella di Campiglia) sono gli stessi che hanno deciso di ridursi la contribuzione a danno di Campiglia. Consapevolmente. Cercando di mettere in difficoltà lo stesso Comune e il parco archeominerario di San Silvestro, dal quale ha preso avvio l’intero sistema dei Parchi della Val di Cornia. Ancora più incredibile è che questa proposta venga avanzata dal Comune di San Vincenzo e di Suvereto, guidate da Sindaci Civici che hanno fortemente nel tempo criticato le scelte delle Amministrazioni di centro sinistra in quanto a loro dire lesive dei principi della sovracomunalità e della visione di area. Sindaci che scelgono di abdicare per una manciata di euro alle storiche battaglie che li hanno contraddistinti e avallare l’approccio miope e autoritario del Comune di Piombino che da un lato teorizza il supporto e il rilancio di una realtà virtuosa e dall’altro sottrae beni e entrate economiche vitali per il funzionamento della parchi Val di Cornia. Campiglia farà di tutto per difendere il parco di San Silvestro, così come si batterà per difendere il sistema dei parchi, ma non c’è dubbio che le decisioni irresponsabili dei sindaci di Piombino, San Vincenzo e Suvereto hanno gettato un’ombra cupa sull’intero progetto che non aiuterà la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della Val di Cornia. Cosa che, invece, chiedono cittadini e imprese di questa zona.
La Sindaca spiega la posizione del comune di Campiglia sui criteri di ripartizione del contributo alla Parchi
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Data:
30 Maggio 25
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