“Una data che appartiene alla storia del nostro Paese, ma anche alla nostra coscienza civile, alla nostra memoria locale” così ha avviato il suo saluto istituzionale la sindaca Alberta Ticciati alle celebrazioni del 4 novembre che si sono svolte a Campiglia Marittima e al Venturina Terme. La deposizione delle corone d’alloro, l’inno d’Italia e la partecipazione di autorità e cittadini hanno accompagnato un momento di riflessione sui valori di ieri e di oggi e sull’urgenza di un costante lavoro per garantire la pace. Si riporta di seguito il discorso integrale della Sindaca che ha sottolineato “commemorare il 4 novembre non implica affatto glorificare la guerra, bensì ritrovarci uniti come italiani, incarnando i valori fondanti della nostra costituzione e perseguire con forza l'impegno di pace e solidarietà della Repubblica Italiana”.
4 NOVEMBRE 2025
“Cittadine e cittadini,
autorità civili, militari e religiose,
rappresentanti delle associazioni, care ragazze e cari ragazzi,
oggi, 4 novembre, celebriamo la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
È una data che appartiene alla storia del nostro Paese, ma anche alla nostra coscienza civile, alla nostra memoria locale: una memoria fatta di nomi, di volti, di famiglie che, anche in questa terra, hanno conosciuto il dolore della guerra e il sacrificio della libertà.
Il 4 novembre rappresenta quindi un momento di gratitudine, ma anche di profonda riflessione.
In questo giorno, nel 1918, l'Italia firmò l'armistizio con l'Impero austro-ungarico, che pose fine alle ostilità sul fronte italiano nella sanguinosissima prima guerra mondiale.
Quella data, che divenne l'anniversario della vittoria, per gli italiani portò la liberazione da una enorme tragedia durata 1.244 giorni.
La guerra aveva ucciso oltre 600.000 soldati italiani e causato sofferenze immani tra gli Italiani, con un impatto devastante sul paese, sia a livello sociale che politico, spianando la strada all'avvento della dittatura fascista che sarebbe durata per un interminabile ventennio.
In questo giorno, ricordiamo anche i nostri caduti, i nomi incisi nei monumenti e nelle lapidi del nostro comune, che sono parte della nostra identità collettiva e che ci ricordano quanto alto sia stato il prezzo della pace e quanto grande debba essere il nostro impegno per custodirla.
Oggi le parole pronunciate da Carlo Azeglio Ciampi il 4 novembre 2002 assumono un chiaro e illuminante significato. Ciampi diceva: “Il ricordo del sacrificio dei soldati di ieri costituisce il patrimonio profondo delle Forze Armate di oggi. È un bene prezioso che avvertiamo ancora più in questi anni, in cui stiamo costruendo, insieme ad altre nazioni, una patria europea.
È la fedeltà a questi valori, unitamente alla elevata preparazione professionale, da tutti riconosciuta, che hanno permesso l'affermazione dei soldati italiani in tutti i teatri ove sono impiegati per la causa della pace fra i popoli”
Perché commemorare il 4 novembre non implica affatto glorificare la guerra, bensì ritrovarci uniti come italiani, incarnando i valori fondanti della nostra costituzione e perseguire con forza l'impegno di pace e solidarietà della Repubblica Italiana.
Ogni giorno, coloro che servono nelle forze dell'ordine, lavorano instancabilmente per rendere la società in cui tutti noi viviamo un posto più sicuro.
Per questo motivo, oggi, desidero esprimere, a nome della Comunità che ho l'onore di rappresentare, la mia più sincera gratitudine a tutti loro.
A tutti loro va il nostro grazie.
Le guerre che abbiamo affrontato non ci sono servite a comprendere l'importanza del vivere in armonia fra i popoli e le nazioni.
Le minacce alla pace, purtroppo, sono sempre più presenti.
Viviamo in un mondo in cui le tensioni internazionali sembrano crescere ogni giorno.
È nostro dovere, come comunità e come nazione, lavorare insieme per preservare la pace e la stabilità.
La pace non è un dono garantito, ce lo insegna la storia, è un obiettivo che richiede costante impegno e cooperazione, struttura e regolamentazione, tutto ciò che si è prodotto alla nascita dell'Europa che per 70 anni ha garantito pace e prosperità e che oggi è di nuovo in crisi, che oggi richiede uno sguardo che vada oltre i confini europei, uno sguardo che si misuri con un mondo globale e globalizzato da rimettere in discussione.
Oggi, quindi, oltre a ringraziare le nostre amate Forze Armate per il loro quotidiano operato, desidero fare un appello per la pace.
Una pace che significhi certo assenza di guerra, ma anche una pace che significhi rispetto reciproco, comprensione, solidarietà, apertura, dialogo tra esseri umani, vicini e lontani.
Una società ed un mondo che lavori sull’accettazione dell’altro, Aulla comprensione della ricchezza delle differenze, sul valore della parola e sulla repulsione della forza e della violenza, ahimè oggi preoccupantemente presente anche tra i più giovani, potenziata e ampliata dalla rete.
In un momento in cui il mondo è afflitto da crisi che sembrano irrisolvibili, da cruciali sfide ambientali e sociali e da enormi incertezze politiche, è importante rafforzare quotidianamente il nostro impegno per la pace.
Dobbiamo ASSOLUTAMENTE cercare soluzioni pacifiche alle controversie, promuovere il disarmo e lavorare per eliminare le cause profonde dei conflitti, che spesso affondano le loro radici nelle disuguaglianze e nella povertà.
La pace è un bene prezioso che ognuno di noi deve custodire e coltivare con cura.
In questo giorno speciale, di riconoscenza e gratitudine è anche questo il significato alto del lavoro e dell’impegno delle Forze Armate, simbolo del popolo unito che lotta per la libertà, per la giustizia e per la difesa del diritto internazionale in nome di un mondo che ritrovi il significato profondo di umanità e sia disposto a difenderla con l’arma del dialogo, della cooperazione e della parola.
Grazie a tutti per l’ impegno che saprete profondere in questa direzione.
Viva le Forze Armate, viva la Pace, viva l'Italia!”.