La rivoluzione silenziosa: giornata di studio di Unilibera dedicata all'Intelligenza artificiale

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29 Aprile 26

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Università Libera della val di Cornia, in collaborazione con il Comune di Campiglia M.ma, ogni anno dedica una Giornata allo studio e alla riflessione su temi di grande interesse scientifico. Questo anno sabato 9 maggio dalle ore 9,30 alle 18,30, nella Giornata di studio aperta a tutta la cittadinanza, si parlerà di Intelligenza artificiale, di quella Rivoluzione silenziosa, di cui tanto si dice, ma che pochi conoscono davvero. L’appuntamento è alla Saletta comunale “G. La Pira” in largo della Fiera 5 a Venturina Terme.                                              
La Giornata di studio si aprirà con i saluti istituzionali di Alberta Ticciati, Sindaca del Comune di Campiglia M.ma e di Ruggero Stanga, Presidente di Università Libera della Val di Cornia e proseguirà con gli interventi dei relatori.

Aprirà i lavori Lorenzo Buffoni, ricercatore al Dipartimento di Fisica e Astronomia nel gruppo di Sistemi Complessi. Laureato in Fisica e con un dottorato in Ingegneria dell'Informazione, lavora interfacciando machine learning con problemi di fisica e studiando le reti neurali con gli strumenti della fisica dei sistemi complessi. Buffoni entrerà nel mondo dell’Ai con un intervento che verterà su “Le basi dell'intelligenza artificiale: cos'è, come funziona?”, ci introdurrà nel campo dell'intelligenza artificiale, cosa significa e come sia possibile apprendere dai dati e altri aspetti fondamentali del campo. Particolarmente, per la loro rilevanza, ci concentreremo con attenzione alle reti neurali e al loro funzionamento elementare.

Massimiano Bucchi è professore ordinario di Scienza, Tecnologia e Società all’Università degli Studi di Trento, dove dirige anche il Master internazionale in Communication of Science and Innovation (SCICOMM). È stato visiting professor in Asia, Europa, Nord America e Oceania.  L'intervento di Bucchi, “Immagini dell'Ia: tra percezione sociale e cultura popolare”, esplorerà la percezione pubblica dell'intelligenza artificiale utilizzando i dati dei più accreditati studi nazionali e internazionali. Metterà inoltre in evidenza le caratteristiche e le origini dell'immaginario sociale e culturale associato all'Intelligenza Artificiale. 

Il terzo intervento del mattino: “Apprendere senza dimenticare: apprendimento continuo per l’Ia medica”. sarà a cura di Andrew Bagdanov che è attualmente professore ordinario presso l’università di Firenze. Ha conseguito il dottorato in Informatica nel 2004 presso l’Università di Amsterdam, dopo il quale ha svolto un periodo di ricerca post-dottorale all’Università di Firenze e ha ricoperto una posizione di sviluppo senior presso la FAO delle Nazioni Unite. Bagdanov ritiene che l’Intelligenza Artificiale (IA) sia oggi uno strumento potente per diagnosticare patologie come la polmonite a partire da radiografie del torace. Tuttavia, questi sistemi devono affrontare il problema del “domain shift”, che si verifica quando incontrano nuove malattie (ad esempio il COVID-19), nuove etichette cliniche o dati provenienti da dispositivi di imaging diversi da quelli usati in fase di addestramento. Gli aggiornamenti dei modelli portano spesso al “catastrophic forgetting”, ovvero alla perdita delle conoscenze precedenti durante l’apprendimento di nuove informazioni. Sebbene sia possibile riaddestrare i modelli da zero utilizzando dati vecchi e nuovi, questo approccio è poco sostenibile sia per gli elevati costi computazionali sia per i rischi legati alla privacy dei pazienti.
Dopo la pausa pranzo, riprenderanno i lavori con l’intervento di Lorenzo Seidenari, laureato in Ingegneria Informatica nel 2008 e ha ottenuto il Dottorato in Ingegneria Informatica, Multimedia e Telecomunicazioni nel 2012 con una tesi sul riconoscimento supervisionato e semi-supervisionato di eventi tramite l'uso di descrittori locali spazio-temporali. Nel 2013 è stato visiting scholar presso la University of Michigan.
Seidenari parlerà di “Intelligenza artificiale: dal neurone sintetico ai modelli generativi moderni”, cioè di come è possibile evitare di scrivere programmi basati sulle regole e imparare comportamenti intelligenti direttamente da grandi quantità di dati e di come questo si sia trasformato nella rivoluzione che è avvenuta con il deep learning moderno, nel primo decennio del 2000 fino all'attuale capacità delle reti neurali di generare contenuti testuali e visuali.

Matteo Galletti, è professore di Filosofia morale, Bioetica ed Etica applicata presso l’Università degli Studi di Firenze. La sua ricerca si colloca all’intersezione tra etica normativa e applicata, con particolare attenzione all’impatto delle nuove tecnologie sui valori morali, al paternalismo (anche nelle sue forme digitali) e all’etica del potenziamento umano.
“La società dell'intelligenza artificiale. Preoccupazioni etiche e modi per affrontarle”, questo il tema che affronterà galletti cercando di rispondere ai tanti interrogativi derivanti dal fatto che l'ia sta "invadendo" molti campi della nostra vita: salute, relazioni, lavoro, scuola, mobilità. Promette di risolvere in modo efficace e veloce molti dei nostri problemi, di trovare le soluzioni che noi non riusciamo a vedere. La delega alle macchine intelligenti solleva ovviamente molte preoccupazioni etiche. Se qualcosa va storto, chi è responsabile? Una soluzione rapida ed efficace offerta dall'IA è automaticamente priva di problemi morali? Se non sappiamo perché l'IA ci suggerisce proprio quella soluzione, come incide questo sulle relazioni con le altre persone? E infine: delegare alle macchine quali effetti può avere sul tipo di persone che siamo e sulla società così come è costruita oggi?
Chiuderà i lavori Franco Bagnoli, fisico teorico della materia che lavora al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Firenze. Si occupa di fisica dei sistemi complessi con applicazioni alla biologia, alle scienze cognitive, all'ingegneria e all'informatica. È direttore del Centro Interdipartimentale per lo Studio di Dinamiche Complesse. Si occupa anche di divulgazione e di didattica, ed è presidente dell'Associazione Caffè-Scienza. 
“L'intelligenza artificiale tra scienza e fantascienza”, questo sarà l’argomento di cui parlerà Bagnoli: l'idea di costruire automi pensanti (robot) e poi menti disincarnate (computer) è alquanto vecchia, nasce addirittura in epoca classica, prima come elemento filosofico (e come divertimento delle corti), ma poi, dopo gli avanzamenti tecnologici del '900, come possibilità più o meno reale, fino alle strabilianti performances di questi ultimi tempi. 
Bagnoli esaminerà alcuni di questi aspetti illustrando esempi dalla letteratura e dal cinema, discutendo fino a che punto la fantasia umana è arrivata a prevedere scenari plausibili e cosa invece è pura fantasia (per ora..).
Comunicato stampa a cura della Commissione didattica dell’ Università Libera Val di Cornia
(Manuela Gori, Paola Anzuini, Patrizia Pagnini, Giulia Gentile)

 

 

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